GLI AFFRESCHI DUECENTESCHI

A destra della porta c’era poi un interessante affresco, diviso in più quadri su tre fasce soprapposte, con storie della vita di San Lorenzo, che continuavano anche sul pilastro di testata del Colonnato verso la nave di sinistra: il dipinto è andato tutto perduto, tranne qualche piccolissimo lembo. Di esso, oltre le fotografie, rimangono le copie dell’Eclissi (Barb. lat. 4403), eseguite nel 1639, che hanno conservato le leggende poste sotto ogni scena, che erano in seguito state cancellate essendo mutile.
Questi affreschi possono attribuirsi alla metà del XIII, essendo affini al dipinto che era sulla tomba del card. Fieschi. L’Eclissi ha anche registrato il committente, che si leggeva in lettere disposte verticalmente a fianco della scena del martirio di S. Lorenzo, a sinistra: HOC OPUS FIERI DNS MATHEUS SCI ALBERTI PRO ANIMA SUA. rappresentavano partendo da sinistra in alto: S. Lorenzo lava i piedi di un povero; S. Lorenzo guarisce Ciriaca dal mal di testa, ponendole in capo il panno con cui aveva asciugato i poveri; S. Lorenzo distribuisce elemosine ai poveri; S. Lorenzo guarisce Lucillo (sul Pilastro): la leggenda diceva QUANDO LUCILLUM ILLUMINATUS FUIT. Nella zona sottostante: S. Lorenzo tormentato innanzi a Decio e Valeriano: QUANDO FUIT POSITUS IN CATASTA LIGNEA S. LAURENTIUS ET EXHIBITIS SIBI CUNCTIS GENERIBUS TORMENTORUM; Lorenzo battezza il soldato Romano; Decapitazione del beato Romano (sul pilastro). Nella zona inferiore: Martirio di S. Lorenzo; Ippolito e Giustino trasportano il corpo del santo; Giustino celebra la Messa per S. Lorenzo (sul pilastro).
Al disotto, dove ora è il fonte battesimale, c’era un tempo il grande sarcofago con scene di vendemmia che è ora sotto il portico; lo si vede nel disegno schematico dell’Eclissi, e ve lo indica il Panvinio che lo dice tomba di Damaso II.
Al principio della navata, sui due lati, ci sono le pile dell’acqua santa, con lo stemma del cardinal abate Alessandro Farnese (poi Paolo III).