GLI AFFRESCH1 OTTOCENTESCHI

Gli affreschi rappresentavano a partire dall’arco trionfale, sul lato di destra: S. Lorenzo che distribuisce l’elemosina ai poveri, di Cesare Fracassini, romano (1838-68); ne è andato distrutto un terzo di sinistra; S. Lorenzo mostra a Valeriano i poveri come tesori della Chiesa, pure del Fracassini, di esso è caduta parte a sinistra; il martirio di S. Lorenzo, di Francesco Grandi, romano (1831-91), andato completamente distrutto; il trasporto di S. Lorenzo al sepolcro, dello stesso Grandi, pure interamente caduto. Sul lato di sinistra: Ordinazione diaconale di S. Stefano, del Fracassini, ha riportato solo qualche lieve scalfittura; la condanna di S. Stefano nella Sinagoga, di Paolo Mei, di cui è caduta la parte di sinistra; il martirio di S. Stefano di Cesare Mariani, romano (1826-1901), andato completamente distrutto; il trasporto di S. Stefano al sepolcro, pure del Mariani, interamente perduto.
Sull’alto della parete d’ingresso Francesco Coghetti, bergamasco (1804-75), aveva dipinto il Trionfo dei martiri, ponendo intorno al divino Agnello i santi Pietro e Paolo, Stefano, Lorenzo, Ippolito e il papa Pelagio. Nell’arco trionfale il Fracassini figurò la Madonna in trono col divin Figlio, fra due angeli e i santi Lorenzo, Stefano, Ciriaca e Giustino, e nei peducci i profeti Daniele e Isaia: è rimasto intatto. L’affresco del Coghetti è andato distrutto.
Anche i dipinti del Mariani sembra fossero condotti su cartoni del Fracassini dopo la sua morte.
Al disopra, nella zona delle antiche finestre centinate, che venne per metà alternativamente chiuse, erano dipinte figure in piedi: a destra: Nicola V, Damaso II, Pelagio II, Sisto III, S. Silvestro, Costantino, Leone vescovo, Genesio, Cirilla, Giustino, Romano, Ireneo, Concordia, Crescenzio. A sinistra: Pio IX, Adriano I, Ilaro, Zosimo, Valentiniano III, Felicissimo, Agapito, Gennaro, Magno, Vincenzo, Claudio, Trifonia, Ippolito, Ciriaca: tutti santi collegati con le memorie locali, o pontefici e imperatori che costruirono, arricchirono o restaurarono la basilica. E’ chiaro che alla scelta di tali personaggi deve aver presieduto qualche studioso, forse G. B. De Rossi. Eppure si sa che a suo tempo i cultori della sacra archeologia, e sembra anche la competente Commissione pontificia, non si mostrarono favorevoli alla trasformazione ottocentesca della basilica.
Tra le finestre erano anche mezzi busti di martiri, e gli interspazi erano decorati con palme ed altri emblemi, per mano di Luigi Bazzani, romano.
Un disegno della raccolta Lanciani, contenente lo scomparto geometrico delle tre pareti della navata centrale, con l’indicazione dei soggetti dei dipinti, si apprende che su quella d’ingresso si intendeva raffigurare S. Leone IX che celebra la Pasqua nella basilica di San Lorenzo e una nota aggiunge: in luogo dell’accennato il defunto Cesare Fracassini aveva umiliato altro soggetto; non furono poi adottati né l’uno né l’altro, ma si scelse il Trionfo dei Martiri, del Coghetti.
Il giudizio che oggi possiamo dare su tutti questi dipinti è lontano dall’entusiasmo che suscitarono al momento della loro esecuzione, quando il Fracassini era ritenuto un nuovo Raffaello; tuttavia dobbiamo considerarli tra le produzioni migliori della scuola romana del periodo accademico; piene di equilibrio, di composta armonia compositiva; spiranti un pio sentimento religioso, in alcune figure un po’ agghiacciato dall’imitazione classica; il colorito fuso, senza note discordanti, era ben intonato alla luce pacata della navata: con il tetto scoperto, i dipinti si mostrarono nella spietata luce solare, apparirono più deboli e fiacchi. La parziale scomparsa degli affreschi di San Lorenzo segna una dolorosa lacuna nella storia pittorica romana del secondo Ottocento.