ARCO TRIONFALE DEL FRACASSINI

Questa prima opera del Fracassini a S. Lorenzo attrae subito l’attenzione di chi entra nella basilica, guardando il grande agile arco che si apre tra le grandi pareti e divide armoniosamente le due chiese congiunte assieme.
Come era in uso nelle più celebri basiliche romane, l’artista volle dare l’aspetto di un grande mosaico alla scena centrale.
Solenne domina nel mezzo la figura della Vergine Madre di Dio con il Gesù Bambino sulle ginocchia. Ieratici i due angeli dalle grandi ali ripiegate; quello a sinistra e in atto di mettersi in ordine, ha un fare antico e ricorda molto gli arcangeli della basilica superiore di Assisi. L’altro è più soave; inclina il capo con grazia a Maria e abbandona il braccio sul fianco. Ha l’ammanto verde chiarissimo con bei partiti di pieghe, di un colore delicato, come si riscontra in alcune figure del maestro, quale ad esempio nell’apostolo inginocchiato presso l’altare nella vicina scena dell’Ordinazione del diacono S. Stefano.
Più lontani da Maria stanno i due grandi diaconi Lorenzo, a destra, con espressione meno profonda, e Stefano, a sinistra, veramente dolce ed ispirato. A destra ancora, splendidamente drappeggiato in arancione, Giustino prete. Alla parte opposta è Ciriaca che offre, la sua stefane o corona del martirio.
Sotto la fascia, nei grandi ed allungati triangoli d’oro, che sembrano quasi uscire dal leggero listello dell’arco, s’appartano, di qua e di là, i profeti Isaia e Daniele. Daniele, giovane quasi meravigliato; Isaia, vaticinante la Vergine Maria, cogli occhi rapiti in Lei, con la faccia rialzata. L’effetto complessivo è bello, e le figure plasmate con chiaroscuri e ampi drappeggi, richiederebbero forse uno sfondo moderno, vivo, con qualche commento di prospettiva per dare loro migliore intonazione e risalto.
Le figure antiche, bizantine, erano assai semplici, stilizzate, biancheggianti, (come nella parte opposta dell’arco) e, unite all’oro, apparivano come una visione celeste, raccolta, omogenea; invece quelle moderne e le nostre appaiono, direi quasi, tagliate e staccate troppo bruscamente dallo sfondo uniforme e chiaro.
L’iscrizione sotto il piano degli affreschi, dice:

PIUS IX PONT. MAX. STEPHANO ET LAURENTIO MARTYRIBUS CHRISTI DEVOTUS AEDEM
HÀNO GEMINAM VETUSTATE FATISCENTEM NOVO CULTU RESTITUIT BASILICAM
CONSTANTINIANAM IN LUCEM REVOCAVIT.
ANNO PONT. SUI XIX REP. SAL. MDCCCLXIV.

Il grande affresco, nell’angolo inferiore di destra, porta la seguente firma: C. Fracassini inv., 1865.