IL CAMPANILE

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IL CAMPANILE
Le vicende del Campanile
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Le torri campanarie, propriamente dette, sono opera essenzialmente italiana e non anteriore al secolo VIII. Furono costruite per proteggere ed segnalare anche da lontano, Chiese o monasteri, e le loro campane servivano a chiamare i fedeli alle sacre funzioni. Derivano dalle cosiddette torri scalane (dalla scaletta interna che conduceva alla sommità), che sorsero sulle facciate delle chiese, come sentinelle di difesa, affini a quelle erette presso le porte delle città.
I campanili si trovano situati di fianco all’ingresso principale delle chiese; basta accennare a quelli ancora esistenti di S. Maria Maggiore e di S. Maria in Trastevere; invece a S. Lorenzo il campanile si trova oltre la metà della basilica. Tale singolare situazione ci porta necessariamente a supporre che il campanile fu costruito sulla base di una torre di difesa, preesistente, che serviva alla sicurezza della Laurenziopoli, come l’altra vecchia torre sul Pincetto, che ora è adibita a tomba dei PP. Cappuccini. Di fatto, la base risulta costruita con materiale frammentario, rafforzato da blocchi di tufo e di pietra, mentre invece la parte superiore è costruita con muratura a cortina e con laterizio di spoglio. Si nota nella base una cornice del secolo IX, di stile romanico, e sullo spigolo un avanzo di pilastrino di stipite, del secolo IV. La torre, nella muratura della parte alta, presenta minore accuratezza e fa pensare che già il terzo piano sia una ripresa costruttiva su di un campanile più antico, che non giungeva oltre il secondo piano.
A formare questa ipotesi, dice il Serafini, in “Le torri campanarie, Roma, 1927”, non sono estranee anche le cornici divisionali dei piani, le quali sono uniformemente, dal terzo al quinto piano, a risega unica con quattro aggetti progressivi di mattoni, mentre le cornici del primo e secondo piano erano a doppia risega con sei aggetti progressivi. Si ritiene comunemente che il campanile di S. Lorenzo sia stato costruito nel periodo, che corre tra Clemente III (1187-1191) e Onorio III (1216-1227), perchè in tale epoca fu fatto il chiostro e furono unite le due chiese.
Tuttavia i lavori di Clemente III furono rivolti al chiostro, e quelli di Onorio si riferiscono al portico e a restauri della basilica già unificata. Il chiostro è a trifore e quadrifore colonnate, in uno stile assai più evoluto di quello adottato nel campanile. Sarebbe inspiegabile, continua lo stesso Serafini, che mentre tanto facilmente si sarebbe potuto applicare lo stile del chiostro alla torre campanaria, in armonia anche coi modelli già invalsi a Roma per simili costruzioni, si fosse preferito di seguire invece un altro tipo e cioè a bifore a pilastro sovrapposte, di cui unico esempio a Roma era il campanile di S. Sabina. La parte superiore del campanile può forse attribuirsi soltanto al secolo XII e più precisamente alla prima metà, al tempo di mastro Paolo e figli, che hanno compiuto le grandi trasformazioni nella basilica.
Il campanile è alto metri 31 circa, a cinque piani, con tetto a vela e con molta parsimonia di ornamenti. Sono presenti le bifore a pilastro, alcune delle quali alcune sono state riaperte durante gli ultimi restauri, e in uno dei piani inferiori si vede una finestra a feritoia, tipica delle costruzioni militari del medioevo.
L’interno è diviso da due volte: si accede per una porticina rettangolare ornata da stipiti, architrave e soglia, scolpiti in parte a treccia e in parte con frammenti marmorei di una transenna, che possono risalire dal VII al IX secolo. Vi sono tre campane. Le due maggiori datano dal 1856; la più piccola dal 1800.


Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Ottobre 2009 14:08)