IL CHIOSTRO ROMANICO
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| IL CHIOSTRO ROMANICO |
| Origini del Chiostro |
| I Sarcofagi |
| Le Lapidi nel Peristilio |
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Dopo la basilica, il monumento più importante da conoscere e ammirare, è il chiostro romanico, nel vicino monastero di S. Lorenzo.
Si può accedere al chiostro dalla sacrestia, ma il suo principale ingresso si trova di fianco alla basilica, presso il campanile, di dove si ha la giusta visione del suo esterno. Quattro arcate, sorrette da colonna con capitelli ionici, disegnano nitidamente l’antica costruzione. Sopra queste arcate corre una serie di graziosi archetti abbinati, sorretti da esili colonnine, che ne ingentiliscono l’aspetto. Il tutto era stato completamente murato, quando criteri negativi estetici avevano sacrificato a necessità di ordine contingente queste parti architettoniche, che per il loro valore dovevano però un giorno essere restituite all’ammirazione pubblica.
Dall’arcata centrale, per una porta nuova con stipiti e con architrave in marmo, si accede nell’interno del chiostro. In esso troviamo l’impronta di diverse epoche. Un primitivo chiostro doveva essere quello costituito dalle tre grosse colonne, che si scorgono al lato nord formanti un vasto peristilio, da dove parte il vecchio scalone del monastero. I grandi pilastri delle pareti, all’ingresso, sono a tufi e a, mattoni, mentre invece i pilastri, fra le colonnine, sono tutti a mattoni. Altro indizio, che forse ci fa pensare ad un piccolo chiostro interno, prima del secolo XII, sono le sei colonne scoperte recentemente dallo Tosi, al lato est, la cui base è a un livello molto inferiore e che in seguito furono murate nel restauro del chiostro attuale.
La sua struttura è singolare perché, mentre a prima vista sembrerebbe un rettangolo, è invece un rombo, segno evidente che l’architetto si servì delle pareti di un chiostro precedente. Sopra il grande stereobate a muro poggiano i pilastri e le colonne, su cui insistono dei capitelli, che per la loro forma singolarissima a stampella rivelano la fine del secolo XII.
Le colonnine, quasi tutte di marmo imettio, sorreggono quarantacinque archetti di mattoni ed hanno un coronamento a piccole riseghe, su cui poggiano le quattro pareti. Secondo i disegni del Fleury, il primitivo chiostro doveva essere formato a grandi archi a tutto sesto, simile a quello di S. Francesca Romana. Qualche tempo, dopo vennero sostituiti da piccoli archi, fatti da marmorari romani, i quali vi sovrapposero una seconda galleria con un secondo ordine di archi e di colonne più piccole. Sopra questo secondo ordine di colonnine posa un cornicione di stile perfettamente lombardo-romanico con mattoni messi ad angolo e con motivi ornamentali e profili aggettanti, che nella loro severità e grazia danno una piacevole impressione.
Nel corso dei secoli, sulla parete est e sud, le trifore furono sostituite da finestre di stile guelfo a doppio battente e divise da un pilastrino di marmo. Si vede chiaro il grave errore architettonico, per il quale l’orlo della finestra, appoggiando sul grande cornicione, ne ha rovinato la bella fattura.
Come risultava da una lapide del chiostro la galleria superiore con tutti gli archetti e colonnine era stata chiusa nel 1823, sotto il papa Leone XII, per impedire che l’umidità darnneggiasse il corridoio e le stanze soprastanti, costruite da questo pontefice per l’abitazione dei canonici lateranensi.
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Ottobre 2009 15:58)
