Vita del monumento
Il luogo su cui sorge la basilica di San Lorenzo al Verano viene onorato perché sepoltura di S. Lorenzo che attestò la propria fede con la morte ed il supplizio.
La sacra tomba fu oggetto di particolari cure da parte di Costantino, che la isolò dagli altri monumenti. Nel 330 venne edificata la vera e propria basilica, chiamata « basilica maior» - e più tardi (VIII-IX sec.) «Sanctae Dei Genitricis » -, che venne abbellita e continuamente ampliata finché il pontefice Pelagio II decise di abbandonare, causa infiltrazioni d'acqua, la basilica costantiniana e di costruire una nuova chiesa. Mediante questi lavori la zona venne sistemata, le infiltrazioni eliminate, il terreno reso uniforme e pianeggiante; la nuova chiesa fu autonoma dalla vecchia costruzione, sebbene ad essa adiacente. La «basilica maior» non venne però abbandonata; le due chiese rimasero entrambe aperte al culto e vennero ancora abbellite. Intorno alla tomba del santo ve ne erano numerose altre, da quella dei Santi Abondio ed Ireneo a quelle di pontefici che scelsero quel sacro luogo quale sede per la loro sepoltura. Nelle epoche perigliose e travagliate delle invasioni barbariche, per evitare profanazioni si creò attorno al monumento una vera e propria cinta di difesa con torri e fortificazioni.
La basilica conobbe il suo momento più importante nel XIII secolo, quando il pontefice Onorio III iniziò i lavori di ampliamento nella chiesa pelagiana: essa fu praticamente collegata alla nuova costruzione e rimase ad assolvere le funzioni di parte presbiteriale della chiesa rinnovata. La nuova costruzione non subì in seguito sostanziali interventi; i lavori di restauro voluti da papa Pio IX, là seppellito, non portarono modifiche se non la risistemazione delle navate pelagiane e la creazione di un vano sotto il coro, dove vennero collocate sante reliquie. Compì questi lavori l'architetto Vespignani, che ideò anche l'ampliamento del piazzale ed il suo collegamento con la costruzione.
Nella costruzione della chiesa (ed è questo che in alcune parti caratterizza il monumento) amplissimo fu l'uso di materiale di riporto, cioè tolto a precedenti costruzioni, ed impiegato sia come semplice materiale da costruzione, sia con intenti decorativi.
La basilica conobbe il suo momento più importante nel XIII secolo, quando il pontefice Onorio III iniziò i lavori di ampliamento nella chiesa pelagiana: essa fu praticamente collegata alla nuova costruzione e rimase ad assolvere le funzioni di parte presbiteriale della chiesa rinnovata. La nuova costruzione non subì in seguito sostanziali interventi; i lavori di restauro voluti da papa Pio IX, là seppellito, non portarono modifiche se non la risistemazione delle navate pelagiane e la creazione di un vano sotto il coro, dove vennero collocate sante reliquie. Compì questi lavori l'architetto Vespignani, che ideò anche l'ampliamento del piazzale ed il suo collegamento con la costruzione.
Nella costruzione della chiesa (ed è questo che in alcune parti caratterizza il monumento) amplissimo fu l'uso di materiale di riporto, cioè tolto a precedenti costruzioni, ed impiegato sia come semplice materiale da costruzione, sia con intenti decorativi.
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Ultimo aggiornamento (Lunedì 05 Ottobre 2009 09:22)



