IL CONVENTO E IL CAMPANILE

Lasciando il chiostro, una porta reca sul piazzale a destra della chiesa, dov'è l'ingresso al convento: il prospetto è costituito da un portico a colonne ioniche e da loggette con semplici colonnine dal capitello a stampella, quasi preludio alle consimili strutture nel chiostro. Raccordo, questo lato del complesso laurenziano, tra l'antica basilica costantiniana i cui grandiosi resti sono stati riscavati più o meno qui, sotto i contigui edifici parrocchiali, e la basilica di Pelagio.
A destra di questa, un po' discosto da essa, e quindi evidentemente impostato sulla base di una torre della «Laurenziopoli », si erge il bel CAMPANILE forte e massiccio, assai probabilmente coevo al chiostro almeno nell'inizio della costruzione. A otto piani, i cinque superiori sono aperti in bifore, oggi pressoché tutte murate per ragioni statiche. Come torre esso era legato a mura circostanti, come hanno confermato i ritrovamenti di alcuni resti di strutture. Squadrato e robusto, esso è, come tanti campanili romanici a Roma e nel Lazio, di chiara derivazione lombarda, ma ingentilito - se ne vedono ancora chiaramente le tracce - da elementi di colore, dischi e croci cosmateschi, scodelle di maiolica. Vive così ancora, ricco di intensa bellezza, questo complesso laurenziano attorno al veneratissimo luogo patriarcale, testimonianza di una storia di secoli, dagli albori del Cristianesimo ai nostri giorni dolorosi e recenti, risorto più fervido, come dopo le scorrerie dei barbari antichi, così dalla violenza delle forze brute e distruttrici della guerra. Aedes Laurenti Bello Disiecta XIV Ka1. Aug. A MCMXLIII Deo Adiuvante Feliciter Refecta (dall'iscrizione apposta nel pavimento della basilica dopo la ricostruzione).


Ultimo aggiornamento (Martedì 29 Settembre 2009 16:21)