LE OPERE D'ARTE

Un bel gruppo di opere cosmatesche arricchisce tutta l'attuale basilica: nella chiesa onoriana troviamo, addossata alla parete interna della facciata, a destra appena entrati, la tomba del cardinal Guglielmo Fieschi, nipote di papa Innocenzo IV, morto nel 1256. Un affresco, completamente distrutto dal bombardamento, appariva in tutto consonante stilisticamente con quelli del portico, ed era attribuibile quindi con molta verosimiglianza agli stessi Paolo e Filippo. Il marmoraro autore della tomba ha dimostrato il suo amore per l'antichità sfruttando come deposito sepolcrale un bel sarcofago del II secolo con scene nuziali nel quale colpiscono i personaggi realisticamente ben distinti e individuati, accomunati poi nel ritmo ordinato e nell'espressione assorta, intenta all'azione. Sopra il sarcofago è murata un'epigrafe in versi leonini che tesse l'elogio del prelato. Il tutto è sormontato da una bellissima edicola (assai ben ricostruita dopo il disastro recente) sostenuta da due colonne a capitello ionico, e coperta a tetto, i cui spioventi poggiano su due archi travi legati tra loro da piccole colonnine, ed entrambi splendenti dei consueti festosi ornati a tesselle musive. Festa di colore che riprende e si moltiplica all'infinito nel meraviglioso pavimento, vero e proprio tappeto che corre lungo tutta la navata centrale, con mille e mille variazioni negli ornati musivi che incorniciano e sottolineano i grandi dischi di porfido e serpentino. In esso i maestri inserirono - fatto assai eccezionale - un riquadro a figure: vi si vedevano due cavalieri affrontati in combattimento, probabilmente dei Savelli, a giudicare dal ricorrere, sugli stendardi, sugli scudi e sulle gualdrappe dei cavalli, dei leoncini rampanti, motivi dello stemma di famiglia. Questa parte è andata distrutta nel bombardamento. Nei quattro triangoli che completano l'ornato, ricomposti invece nell'ultimo restauro, sono grifì e draghi araldicamente affrontati o combattenti.

Ultimo aggiornamento (Martedì 29 Settembre 2009 16:22)