LA CONFESSIONE

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LA CONFESSIONE
Esterno della confessione
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In fondo alla navata centrale, per nove gradini si scende alla Confessione ornata di marmi dal cardinal Farnese. In basso, dopo un breve ripiano, si apre  una porta, sull’architrave si legge che qui riposano i martiri Stefano, Lorenzo e Giustino; un cancello moderno in ferro battuto immette alla Confessione, ove si incontra innanzi tutto un altare moderno di marmi colorati. Quattro colonne di verde biancastro minuto, ai lati dell’altare poggiano su basi del tempo del card. Farnese, e reggono capitelli ionici medioevali con grossolane volute a cartoccio, sui quali poggia una cornice a mosaico cosmatesco; innanzi all’altare c’è pure un frammento dii pavimento alessandrino. Dietro  l’altare è il sarcofago con le reliquie dei santi, racchiuso da un cancello dorato moderno e poggiante su un piano che porta resti di mosaici pavimentali duecenteschi. Il sarcofago vero e proprio che ha forma di cassone rettangolare, ha pure su uno dei fronti minori lastre marmoree con incamerazioni per mosaici e pietre colorate, che indicano aver esse fatto parte di un pavimento alessandrino; I due fianchi sono di pavonazzetto. Al fronte verso est è sottoposto un basamento formato da due pilastrini laterali sporgenti (alti 0,68 ornati con formelle di porfido incorniciate da mosaico), che fiancheggiano una lastra in cui si apre un archetto in due formelle di porfido e cornici musive: è la tipica forma della fenestelta confessionis, quale vedesi per esempio in San Giorgio al Velabro. Le cornici dei pilastrini portano iscrizioni non bene leggibili, in caratteri del sec. XII-XIII; a sinistra… ENCIVS HOC FIERI CVM a destra…  ENTI STEPHANI  VOBIS. Una seconda iscrizione, molto logorata dal tempo, si legge scolpita alla base del sarcofago e dice LAURENTIUS ALMUS ET PROTOMARTIRIS STEPHANUS. Importantissima è l’Iscrizione sulla Eucaristia, non in vista perché fu collocata all’ingresso della confessione come lacunare tra due architravi della volta. Venne su di essa avventatamente scolpito un circolo, una croce e otto piccole rose in opera cosmatesca. L’epigrafe è importante per il chiaro accenno al sacramento del Battesimo e, sopra ogni cosa, per la manifesta professione del dogma della Transustanziazione. Benché siano molti i simboli dell’Eucarestia, che troviamo nelle pitture e nelle sculture delle catacombe, tuttavia i testi conosciuti su di essa, fra tutte le iscrizioni sacre e funebri, latine e greche, sono soltanto due.quella di Abercio del secolo II e quella di Petitorio del secolo III ambedue in greco. Questa iscrizione perciò sarebbe la regina nel testo latino e il terzo prezioso monumento epigrafico, che ricorda chiaramente la dottrina cattolica che sull’altare vi è il Sangue di Cristo, mentre pure sembra vino. (da Giuseppe da Brà, Iscrizioni Latine Basilica di San Lorenzo 1931). Segue il testo in parte ricostruito:

ADSPICE QUI TRANSIS QUAM SIT BREVIS ACCIPE VITA
ATQUE TUAE NAVIS ITER AD LITUS PARADISI
RELLEGE QUO VULTUM DOMINI FACIAS TIBI PORTUM
PERCIPIAS GRATIAM QUISQUIS HAEC SACRA PERHAURIS
GLORIA SUMMA DS. (DOMINUS) LUMEN SAPIENTIAM VIRTUS
VERO IN ALTARI CRUOR EST VINUMQUE VIDETUR
ISQUE TUI LATERIS PER OPUS MIRAE PIETATIS
UNDE POTENTER AQUAM TRIBUIS BAPTISMATE LOCIS
(Guarda o passeggero e intendi quanto sia breve la tua vita e quale sia la strada della tua navicella verso il lido del Paradiso. Vedi per qual via tu ne raggiungerai il porto nella visione del Signore. E intendi ancora chiunque tu sia che passi per questa sacra via quale grazia tu possa ricevere il Signore è la somma grazia è il lume è la sapienza è la virtù. Il vero sangue è sull’altare e sembra vino e questo è scaturito dal tuo fianco o Signore per mezzo di meravigliosa pietà. Dal quale fianco o Signore tu miracolosamente concedi l’acqua ai rigenerati nel battesimo).
Anche sul lato est, si vede avanti al sarcofago un frammento di pavimento cosmatesco, con un tondo di porfido collegato con due tondi minori da fasce musive. Ai lati del sarcofago due colonne di marmo bianco con mensole ottocentesche sostengono il soffitto; più ad est compiono lo  stesso ufficio due colonne di marmo bigio con capitelli ionici medioevali. Non v’è dubbio che la tomba deve esser stata riadattata non verso il Duecento come scrive il Krautheimer, ma posteriormente, forse al tempo del card. Farnese, poiché i frammenti duecenteschi vi sono impiegati come materiale di spoglio.
Oggi la cella sepolcrale,  recinta da cancelli, è libera da ogni lato; questa sistemazione è dovuta al  restauro di Pio XI, quando fu completato lo sterro della basilica inferiore già iniziato dal Comune; anteriormente essa era chiusa tutto intorno da muri che il Vespignani demolì. Sul lato est è addossata alla Confessione una lastra marmorea che presenta una serie di fori, sulla quale, secondo la pia tradizione sarebbe stato posto il martire Lorenzo.


Ultimo aggiornamento (Venerdì 02 Ottobre 2009 13:28)